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La preghiera in poesia di John Henry Newman

Guidami, luce gentile, attraverso l’oscurità che mi avvolge,
guidami tu!
La notte è buia e sono lontano da casa,
guidami tu!
Sorreggi i miei piedi; non chiedo di vedere
tanto lontano – mi basta un passo.
Io non ero così, né pregavo
che tu mi guidassi.
Mi piaceva scegliere guardare la mia strada, ma ora
guidami tu!
Mi piaceva il giorno abbagliante, e, malgrado le paure,
l’orgoglio dominava la mia mente.
Non ricordare gli anni passati.
A lungo la tua forza mi ha benedetto, sicuro
mi guiderà ancora,
per brughiere e paludi, forre e torrenti,
finché passi la notte
e con il mattino apparirà il sorriso
di quei visi angelici che ho tanto amato
e per un attimo ho perduto.

(traduzione di Cecilia Barella)
 
 
È notizia di ieri che il prossimo 13 ottobre il cardinale inglese John Henry Newman sarà proclamato santo. Papa Benedetto XVI lo aveva beatificato nel 2010, in occasione del suo viaggio apostolico in Inghilterra e Scozia.
Newman, convertitosi dall’anglicanesimo al cattolicesimo nel 1845, è stato un uomo di fede ma anche scrittore e poeta, una figura molto influente su eminenti uomini di cultura del suo paese, tra i quali Chesterton e Tolkien.
“Guidami, luce gentile” (Lead, kindly light) è una delle poesie, o preghiere, più conosciute di Newman. La scrisse quando era ancora un pastore anglicano, nel giugno del 1833, in navigazione verso l’Inghilterra dalla Sicilia. L’isola era l’ultima tappa di un lungo viaggio nel Mediterraneo, fulcro Roma, ma in Sicilia si era ammalato seriamente e aveva dovuto sostare alcune settimane.
Il tema della luce ricorre nei testi di John Henry Newman. Nei Parochial and Plain Sermons scrive:

La luce che c’è in un uomo non è talvolta perfino oscurata, qualche volta crepuscolare, e talvolta fatta di questa o quella tinta, che dà a ogni parte di lui una sfumatura peculiare? Come dunque è possibile che un uomo possa adeguatamente esaminare i suoi sentimenti e le sue affezioni alla sua luce interiore?

È possibile solo alla luce di Cristo che, come viene invocato nel Credo di Nicea, è Dio da Dio, Luce da Luce.
 
 
 


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