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La Piuma di Giorgio Faletti

La piuma falettiEsce postumo La Piuma, la fiaba di Giorgio Faletti. È un libro molto diverso dai precedenti, molto più simile, nello stile, ai testi delle canzoni che scrisse con Angelo Branduardi. Il libro è illustrato, ma nel progetto dell’autore c’era anche la musica. L’opera di un artista maturo.

Anche il peso lieve di una piuma scende
Se c’è un soffio d’aria che se la riprende
Per follia di vento può salire su ma poi torna giù

“La regola del filo a piombo” Giorgio Faletti e Angelo Branduardi

Giorgio Faletti (1950-2014) è stato uomo di spettacolo di successo, ma era un uomo dai molti interessi, molte curiosità, e l’audacia sempre giovane di misurarsi con cose nuove. Così, quando aveva sentito che la vena comica si stava esaurendo (sosteneva che il comico è come lo scattista, ha una carriere breve) iniziò a scrivere. E nella scrittura si misurò con diversi stili. Infatti, come scrittore di romanzi, ha avuto due stagioni. La prima è quella dei libri che, come egli stesso dichiarò, avrebbe voluto leggere: Io uccido (2002), Niente di vero tranne gli occhi (2004), Fuori da un evidente destino (2006), Io sono Dio (2009); mentre la seconda è quella dei libri che voleva scrivere: Appunti di un venditore di donne (2010), Tre atti e due tempi (2011).

La piuma fresuNelle intenzioni dell’autore, La Piuma era un musical e sua moglie Roberta Bellesini racconta che la scrittura del testo era alternata alla scrittura dello spartito musicale. È un testo scritto senza l’ansia per la scadenza temporale dovuta a un contratto editoriale.
Negli ultimi anni, Faletti si appassionò anche alla pittura ma non si sentiva all’altezza di illustrare La Piuma, spiega ancora sua moglie, e chiamò il pittore e scenografo Paolo Fresu, astigiano come lui e suo coetaneo.
La Piuma è una fiaba, eppure Faletti non aveva una propensione come lettore di fiabe, infatti non le aveva amate da bambino, racconta Roberta, perché il suo ricordo delle fiabe è legato alla paura che provava allora. La Piuma è una fiaba letteraria, nello stile di H.C. Andersen, quindi non necessariamente per bambini, e con un tono a tratti malinconico, una fiaba in cui c’è molta quotidianità e poca magia. La candida piuma incontra un re insieme a un generale, un curato insieme a un cardinale, una ballerina innamorata, una “donna di tutti”, infine “l’uomo del foglio bianco” ovvero l’artista.
Il linguaggio molto ricco della fiaba è sorretto da uno stile scorrevole, come le volute della piuma. Contiene alcuni dei temi cari a Faletti, come quello della prepotenza dei potenti, e della guerra contro la pace.

Il Re, con quella piuma, avrebbe potuto firmare la pace, ma era troppo occupato con la sua guerra per accorgersene. Con un gesto distratto della mano mosse l’aria e la fece volare via. Così, la piuma abbandonò la stanza dove stavano il Re di Mezzo Mondo e il suo Generale e la loro stupida guerra, uscì dalla finestra e ritornò a essere un punto bianco contro il cielo azzurro, in balia di quel vento senza patria che l’attendeva fuori.

Perché la storia di una piuma?
La piuma diventa una penna, lo strumento dello scrittore. Questa fiaba, di fatto, ha chiuso la storia di scrittore di Giorgio Faletti. Chissà, invece, se non avrebbe aperto una nuova fase.
 
 
Cecilia Barella
 
 
Giorgio Faletti, La Piuma, Baldini e Castoldi
 
 

L’intervista di Saverio Simonelli a Roberta Bellesini Faletti
Il video è proprietà di TV2000
 
 
 

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