In-Folio

Home » Lavoro » Editoria religiosa 2015

Editoria religiosa 2015

L’Aie (Associazione Italiana Editori) ha presentato il nuovo rapporto sull’editoria religiosa in Italia. Risulta che tra il 2000 e il 2014 è cresciuto il pubblico di lettori di testi di argomento religioso. L’editoria religiosa costituisce il 6,6% del mercato librario totale.

I lettori non sono solo credenti, e sono sempre in aumento i lettori con una buona base culturale (laureati e professionisti) rispetto al passato, quando i lettori erano soprattutto persone di una fascia di età alta.
Inoltre, i libri di argomento religioso vengono pubblicati anche da editori laici.
Naturalmente sono cambiati anche i canali di vendita: oltre alla libreria religiosa (quasi il 60%) aumenta l’acquisto online (7%) e presso librerie laiche (19%).
Anche il comportamento delle librerie laiche è cambiato, c’è maggiore attenzione e vengono messi in evidenza determinati autori o argomenti religiosi (mentre nel passato erano accantonati nel settore vago “spiritualità”, che comprendeva anche l’esoterismo!).
In controtendenza con tutto il mercato editoriale italiano, però, l’editoria cattolica sembra abbandonare progressivamente negli anni la letteratura per ragazzi, così come la narrativa in generale.
In realtà il pubblico dell’editoria religiosa sta cambiando già dagli ultimi 15 anni. Il nuovo lettore sembra essere spinto inizialmente da un bisogno un po’ generico di spiritualità, ma sicuramente dimostra una necessità di approfondimento verso la vita – e questo elemento contrasta con il luogo comune sulla superficialità dei tempi moderni anche a causa dell’uso del digitale.
Antonio Spadaro, sacerdote gesuita direttore di Civiltà Cattolica, ha affermato che forse la definizione stessa di libro religioso è superata. Così come deve essere superata l’idea che i contenuti seri e lunghi finiscono su carta, quelli estemporanei nel web. In realtà non è così, come si rileva da una attenta analisi dei contenuti digitali.
Sia Papa Francesco che Karl Rahner hanno parlato dell’importanza, anzi quasi della necessità della creatività. La resa degli editori verso la narrativa religiosa (che non vuol dire confessionale) è la perdita di un’occasione importante in questo momento di ricerca di senso da parte del pubblico, e anche, paradossalmente, quando si sta affermando il filone della critica letteraria cristiana.
 
 
Cecilia Barella
Torino, Salone del Libro 2015
 
 
Il rapporto AIE sull’editoria religiosa
 
 
Puoi leggere anche:
Cristianesimo e critica letteraria
Il premio per la critica letteraria a P. Ferdinando Castelli
 
 
 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: