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Ibsen, poesie per Rikke

Rikke e IbsenNel 1853, Henrik Ibsen (1828-1906), venticinquenne, lavorava presso il teatro di Bergen, città commerciale sulla costa norvegese. Si innamorò di Rikke Holst, che non aveva ancora compiuto sedici anni, e si giurarono amore scambiandosi gli anelli e gettandoli nel fiordo (una scena che Ibsen avrebbe ripreso nel dramma La donna del mare, 1888). Il padre di Rikke, però, si oppose alla proposta di matrimonio e Ibsen si arrese! non senza scrivere alcune poesie.

Canto d’uccello

In un bel giorno di primavera
noi ci aggiravamo qua e là per il viale:
col suo mistero il luogo proibito
ci attirava.

La brezza che veniva dall’occidente era dolce;
azzurro era il firmamento.
Nei rami di un tiglio
cantava un uccello che nutriva i suoi piccoli.

Ed io con mille colori componevo
poetici quadri.
E due grandi occhi bruni si stupivano
e ridevano delle mie pitture.

Sulle nostre teste il pigolio degli uccellini
Si univa al canto degli uccelli.
Poi ci siamo lasciati
e non ci siamo riveduti più.

Ed ora quando solo
mi aggiro in questo viale
i gridi e i canti degli uccelli
mi perseguitano sempre.

La capinera ci ha intesi.
Delle parole che noi ci scambiammo,
ha fatto un poema
e lo ridice con una musica di sua composizione.

Questo poema tutti gli uccelli lo cantano,
poiché nel loro verdeggiante rifugio
tutti i piccoli cantori
celebrano il ricordo di questa adorabile giornata di primavera.
 
 
Fiori di campo e fiori di appartamento

«Mio Dio, il vostro gusto mi sembra strano.
Mi chiedo se avete gli occhi.
Essa veramente non è bella e, in verità,
è una piccola folle la vostra amica!»
Sicuramente starei meglio nella nota
del romanzo e del dramma del giorno,
se scegliessi l’eletta
fra i tipi normali.
Quei tipi che ricordano i fiori di serra,
che si alzano fra le due finestre del salone
e che inverdiscono al calore artificiale della stufa,
nella tiepida terra dei vasi.
Quei fiori che regolarmente si schiudono
dopo ogni inverno!
Sì, lo riconosco, se fossi ragionevole
è in questo genere borghese che avrei dovuto scegliere l’amata.
Ma a che scopo i consigli della ragione?
La sua voce mi perseguita!
Perché la ragazza è un delizioso fiore di campo
che conta sedici primavere.
 
 
Henryk Ibsen, Poesie complete, ed. Sonzogno 1914
traduzione di Fausto Valsecchi
fuori diritti e disponibile su http://www.liberliber.it/
 
 

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