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William Blake, la Pasqua nei Canti dell’Innocenza

william_blakeIn questo Giovedì Santo pubblichiamo due poesie di William Blake (1757–1827),  poeta pre-romantico e pittore inglese molto sensibile alle parole e alle immagini dei testi sacri, con un forte afflato mistico ma anche con una grande attenzione verso le miserie della società sua contemporanea. Nella sua poesia c’è l’amore per la natura, la campagna e uno sguardo preoccupato sulle città agli inizi della rivoluzione industriale, ci sono gli animali e ci sono uomini occupati in umili mestieri, ci sono le storie della Bibbia e ci sono soprattutto bambini. William Wordsworth, per diversi aspetti, prese l’eredità di Blake, e Dickens dopo di lui, ma molti altri artisti hanno sentito la sua influenza, fino ai giorni nostri.

L’Agnello (1789)

Agnellino, chi t’ha fatto?
Ma lo sai tu chi t’ha fatto,
messo al mondo e t’ha insegnato
a nutrirti al rivo e al pascolo;
chi t’ha dato bella veste,
chiara, soffice, lanosa;
e una voce delicata
che ogni valle rende allegra?
Agnellino, chi t’ha fatto?
Ma lo sai tu chi t’ha fatto?
Agnellino, te lo dico,
Agnellino, te lo dico:
egli porta il nome tuo,
poiché sé lui chiama Agnello.
Egli è docile, mansueto;
in un bimbo s’incarnò.
Sì ch’io un bimbo e tu un agnello
ci chiamiamo col suo nome.
Agnellino, Dio ti guardi!
Agnellino, Dio ti guardi!

 

Giovedì Santo (1784)

Era un Giovedì Santo, lindi i volti innocenti
A due a due i bambini in rosso blu e verde
Dietro a scaccini grigi con mazze bianco neve
Sciamarono in San Paolo come acque del Tamigi.
Quanti parevan essere questi fiori di Londra!
Per compagnie sedevano, in loro chiarità.
C’era brusio di folla, folla però d’agnelli,
che alzavano a migliaia le manine innocenti.
Or come un forte vento levano al cielo un canto,
ch’è fra i troni celesti un tuono di armonia.
Sotto di loro i vecchi, dei poveri i custodi;
coltiva la pietà, non chiuder fuori l’angelo.

La traduzione delle poesie è tratta da:
William Blake, Canti dell’Innocenza e dell’Esperienza. Che mostrano i due contrari stati dell’anima umana,
(a cura di Roberto Rossi Testa) ed. Feltrinelli, 2009
 
 
La poesia Giovedì Santo (Holy Thursday) descrive la processione dei bambini orfani che si teneva nella cattedrale di St. Paul.
L’agnello (The Lamb) è una poesia molto celebre. L’agnello, naturalmente, rappresenta Gesù (che ne Vangelo viene chiamato anche “l’agnello di Dio”) e rappresenta l’innocenza. La poesia doveva essere musicata ma lo spartito non è noto. E’ stata però messa in musica dal compositore britannico John Tavener (1944–2013). Molte opere di Tavener, sempre caratterizzate da una forte vena religiosa e mistica, sono diventate note al grande pubblico perché  utilizzate come colonne sonore, ad esempio Funeral Canticle è nel film The Tree of Life (L’albero della vita, 2011) di Terrence Malick, mentre The Lamb è nel recente La Grande Bellezza (2013) di Paolo Sorrentino.
 
Cecilia Barella
 
 

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