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Berlino dopo il Muro, i libri in valigia

1989-2014, ricorrono quest’anno i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino. Il Muro è un tema dominante della narrativa tedesca tradotta negli ultimi anni in italiano. L’evento rappresenta una vera e propria cesura storico-letteraria non solo in Germania. Il romanzo in lingua tedesca ha svolto un ruolo decisivo nell’interpretazione di un mondo in rapido cambiamento.

Prima della caduta del Muro, nell’immaginario dei giovani degli anni Ottanta, Berlino era soprattutto quella rappresentata nel libro-verità Christiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (1979) che divenne un film nel 1981. La storia, raccolta da due giornalisti, della giovanissima Christiane arrivata nella prima adolescenza all’ultimo stadio della dipendenza da eroina (e quindi, per procurarsene, a prostituirsi alla fermata della metropolitana Bahnhof Zoo, da cui il titolo) sconvolse sia i benpensanti che i liberali di mezzo mondo e divenne il grido di aiuto e di rimprovero di una generazione che anelava alla libertà ma aveva già capito di essere l’oggetto prediletto del consumismo.
Appena pochi anni dopo, nel 1984, la cantante Nena parla della guerra fredda a ritmo di pop lanciando i suoi 99 Luftballons, che in cielo vengono scambiati per oggetti non identificati e forse pericolosi e così vengono attaccati dalle contraeree dai due blocchi e portando allo scoppio della guerra! Non era ancora mai accaduto che una canzone tedesca divenisse una hit internazionale.
La scrittrice tedesca più nota e rappresentativa della DDR in quegli anni era Christa Wolf. Il suo romanzo Il cielo diviso, una storia d’amore ai tempi del Muro, è ormai un piccolo classico. I progetti di Manfred e Rita si infrangono contro il Muro (innalzato nel 1961) che li pone di fronte alle proprie differenze di ideali e di carattere: Manfredi decide di scappare in occidente e Rita di rimanere e resistere per portare avanti la propria lotta. La riflessione intimista e la storia individuale intrecciata alla Grande Storia è caratteristica di tutta la produzione della Wolf. Nella Germania oltre-cortina, diversamente dai paesi occidentali, mancò un vero e proprio movimento femminista e, forse per questo, qui la Frauenliteratur, ovvero la letteratura scritta da donne o in qualche modo influenzata dal femminismo, fu particolarmente importante sia per il numero di scrittrici, sia per la qualità della loro produzione che per la loro attenzione ai temi sociali non come principi assoluti, ma in relazione alla vita delle persone.

Il crollo del Muro, il 9 novembre 1989, apre un panorama letterario ancora non del tutto noto in occidente. Negli anni successivi l’editoria cerca di colmare il vuoto pubblicando diverse antologie. Citiamo la raccolta curata dalla germanista Flavia Arzeni Berlino. Un viaggio letterario, che comprende invece un periodo storico più ampio, dall’inizio del Novecento in poi, presentando autori classici come Alfred Döblin ma anche autori tradotti per la prima volta in italiano, e autori stranieri che hanno raccontato Berlino, soprattutto durante il silenzio letterario del nazismo (da Carlo Levi a Edoardo Sanguineti). L’ottima introduzione della curatrice offre una panoramica accurata lungo tutto questo arco di tempo.
Più recente l’antologia Berlin Babylon raccogliere una ventina di racconti di autori fra i trenta e i quarant’anni di età e quasi del tutto sconosciuti ai lettori italiani. I racconti sono ambientati sia a Ovest che a Est, prima e dopo la riunificazione.

Sono proprio gli anni della riunificazione a determinare la nascita di un nuovo genere letterario: il Wenderoman, “romanzo della svolta”, incentrato sulle pieghe della vita in Germania alla caduta del Muro e durante il processo della riunificazione. Se nei primi anni Novanta, con la scomparsa della DDR e delle sue istituzioni letterarie, si poteva pensare che il cambiamento avesse investito essenzialmente gli autori orientali lasciando intatto lo scenario degli altri paesi europei, oggi appare chiaro come il transito da un paese per quarant’anni ideologicamente contrapposto a una Germania riunificata abbia determinato una riflessione a tutto campo anche negli scrittori occidentali nell’area di lingua tedesca.
È il caso di Monika Maron e Uwe Timm, ad esempio. Entrambi hanno intrecciato le loro opere con Berlino. La scrittrice, classe 1941, torna spesso con i romanzi nella sua amata città, dove è nata, ha vissuto l’infanzia, la guerra, l’adolescenza, fino all’età adulta. L’ha lasciata solo nel 1988, un anno prima della caduta del Muro. Nel piccolo e poetico libro La mia Berlino, Maron raccoglie brevi testi scritti nell’arco di una ventina d’anni, autobiografici e lucidi, in cui la vera protagonista è proprio la città.
L’amore per la capitale tedesca è presente già in Via alla Quiete, 6, la prima opera di Monika Maron tradotta in italiano. Ambientato nel 1985, è la storia di Rosalinda Polkowski che, lavorando per un anziano professore «fino a tre anni prima uomo potente e un inflessibile stalinista», rivive il conflitto con il padre. Ma il chiudersi della vicenda non rimargina la lacerazione aperta dallo sguardo sul passato della Germania e sulla tragicità delle scelte politiche operate dalla generazione del padre. Anche dopo la caduta del Muro di Berlino è rimasto centrale nelle opere di Maron il problema dei rapporti tra i tedeschi: l’ultimo è il superamento del senso di colpa per il nazismo. «Perché – si è chiesta su Die Zeit la scrittrice – i giovani tedeschi dovrebbero ancora portare sulle spalle la vergogna della loro nazione?».
Diverso, ma sempre incentrato su Berlino, il percorso di Uwe Timm. Poco conosciuto in Italia, è sicuramente uno degli autori contemporanei tedeschi più noti: scrittore di libri per bambini e ragazzi, saggista, narratore e ora anche romanziere. In La Notte di San Giovanni, e nell’ambizioso secondo capitolo della trilogia berlinese Rosso (insignito del Premio Napoli e Premio Mondello), il legame con personaggi assenti o scomparsi è il punto di partenza per retrospezioni che fondono in un’unica dimensione narrativa pubblico e privato, la Storia del XX secolo e le «storie quotidiane»: il protagonista vive nella Berlino degli anni novanta, e da anni lavora, con assiduità e devozione, a un saggio sul colore rosso. Un incidente a un semaforo rosso e l’orazione funebre per un amico saranno il filo conduttore di un romanzo che, sfumando nel saggio, ritorna al passato.

Parlando della Wendeliteratur, non si può ignorare il tema che ad un certo punto emerge tra alcuni scrittori della ex DDR, ovvero la Ostalgie, la nostalgia dell’Est prodotta dalla delusione per le promesse non mantenute dalla riunificazione. Il film Goodbye Lenin! ha saputo rappresentarlo con ironia e leggerezza ma senza banalità, rendendolo noto al grande pubblico del cinema.
La lingua è stata una tra le molte questioni sulle quali i cittadini della ex Germania Est (detti gli “Ossis”) e Ovest (“Wessis”) si sono dovuti confrontare dopo la riunificazione. All’ovest il tedesco usava una terminologia molto vicina al linguaggio del mercato internazionale e aveva anche assimilato molti anglicismi, cosa che invece non era accaduta ad est. Ciò comportò degli stereotipi, da una parte i cittadini dell’ovest sentivano il tedesco dell’est come arretrato, dall’altra i cittadini dell’est si sentivano generalmente in svantaggio in confronto a quelli dell’ovest, che spesso consideravano arroganti, tuttavia capivano di doversi adeguare ad una lingua più moderna. Si impose quindi il tedesco dell’ovest.

La letteratura tedesca, e berlinese in modo particolare, ha assunto negli ultimi anni anche un carattere multiculturale dato che sono emersi autori di origine straniera che in Germania risiedono ormai da tempo, o ci sono nati, e scrivono in tedesco. Questi autori spesso descrivono le comunità di origine e il processo di integrazione nella società tedesca insieme all’incontro/scontro generazionale. Un esempio è Salam Berlino della giovane autrice turca Yadé Kara che con tono ironico e divertente racconta come il diciottenne Hasan scopra, dopo il crollo del Muro e la riunificazione, la moglie e i figli segreti del padre, una famiglia parallela che risiedeva a Berlino est e che metterà in crisi quella ufficiale.
Provengono invece dall’Europa dell’Est i personaggi di “Russendisko” del giallista-dj russo-tedesco Wladimir Kaminer. Proprio all’inizio degli anni Novanta, infatti, giunsero nella Germania riunificata un gran numero di cittadini ex sovietici di origine ebraica.

Oggi gli autori tedeschi vengono letti in numero crescente dai connazionali, come non accadeva dagli anni Sessanta. I temi prediletti sono le storie familiari, che magari si snodano lungo più generazioni. Gli editori cavalcano l’onda, ma l’iperproduzione sta provocando – ad esempio secondo la rivista Literaturen (gennaio 2008) – l’appiattimento e la ripetitività della narrativa. Sul mercato internazionale, i generi che gli editori tedeschi riescono ad esportare meglio sono i gialli e la narrativa per bambini.

A conclusione di questa panoramica della letteratura su Berlino, segnaliamo due libri-reportage italiani che rispondono alla curiosità che spinge un numero sempre crescente di turisti verso la “nuova capitale dell’Europa”.
Piero Badaloni, corrispondente della Rai a Berlino per quasi due anni, ha pubblicato al suo rientro Tutti pazzi per Berlino raccontando “fatti e storie che in genere non fanno notizia e che invece, a mio giudizio, aiutano a capire lo spirito di un popolo e il suo carattere.”
Alessandra Montrucchio, nel suo Berlino scrive un capitolo per ciascuno degli anni in cui è tornata a visitare la città, dal 1987 al 2005, non più come turista ma tra amici, come il musicista Hartwig, che sono i veri protagonisti del libro. I venti anni circa di frequentazione le permettono di assistere alla metamorfosi della città. Un esempio per tutti: la distesa di fango che diventerà la brulicante e modernissima Potsdamer Platz.

Roberto Arduini
Cecilia Barella

La casa editrice Effatà organizza un viaggio culturale a Berlino dal 22 al 28 agosto 2014 (iscrizioni entro il 6 giugno). Leggi il programma dettagliato.

Abbiamo parlato dei seguenti libri:

I romanzi
Christiane F., Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, ed. Rizzoli (BUR)
Christa Wolf, Il cielo diviso, ed. E/O
Uwe Timm, La notte di San Giovanni, ed. Le Lettere
Uwe Timm, Rosso, ed. Le Lettere
Monika Maron, Via alla Quiete, 6, Bollati Boringhieri
Monika Maron, La mia Berlino, Bollati Boringhieri
Yadé Kara, Salam Berlino, ed. E/O
Wladimir Kaminer, Russendisko, ed. Guanda

Le antologie
Flavia Arzeni, Berlino. Un viaggio letterario, ed. Sellerio 1997
Berlin Babylon. Antologia di giovani scrittori tedeschi, ed. Mondadori 2004

I reportage
Piero Badaloni, Tutti pazzi per Berlino, ed. Sperling & Kupfer 2007
Alessandra Montrucchio, Berlino, ed Feltrinelli 2007

Per approfondire
AAVV, La valigia di Heidelberg. Tendenze della narrativa nell’altra Germania, Editori Riuniti
Anna Chiarloni, La prosa della riunificazione. Il romanzo in lingua tedesca dopo il 1989, Edizioni dell’Orso 2002
 
 

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