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In memoriam C.S. Lewis

CS Lewis22 novembre 1963 – 22 novembre 2013, 50 anni dalla morte di Clive Staples Lewis, all’età di 64 anni.
Lewis è il noto autore del ciclo Le cronache di Narnia e di altri romnanzi, amico di J.R.R. Tolkien, è stato anche un saggista e conferenziere di successo trattando soprattutto i temi del cristinesimo e della letteratura per l’infanzia.
 
 

Nella conferenza del 1952 On Three Ways of Writing for Children (tenuta alla Library Association di Bournemouth poi pubblicata), Lewis anticipa una questione molto moderna: quella dei bambini considerati una categoria commerciale, ovvero un pubblico di consumatori cui destinare prodotti specifici, tra cui i libri per ragazzi. Lewis parla di una letteratura per ragazzi concepita per dare in pasto al pubblico quel che il pubblico vuole. Egli sostiene che il genere letterario non deve essere una scelta a priori: la buona letteratura per ragazzi nasce quando «una storia per bambini è la forma d’arte migliore per quello che si ha da dire» e aggiunge:
Quando il romanzo per ragazzi è la forma giusta per ciò che l’autore ha da dire, sarà poi naturale che i lettori che vogliono ascoltarla leggeranno o rileggeranno il libro a qualsiasi età. Non ho conosciuto Il Vento nei Salici o la serie di Bastable [di Edith Nesbit NdT] fino all’età di quasi trent’anni, e non credo che mi siano piaciuti di meno per questo. Sono propenso a stabilire per canone che una storia per bambini che piace solo bambini non è una buona storia […] Questo mi sembra più vero per quel particolare genere di storie che mi è più congeniale, il fantastico o la fiaba.
In un certo senso Lewis annulla le categorie ed è vicino all’idea, condivisa da Tolkien ed espressa nel saggio Sulle fiabe che le fiabe non sono destinate esclusivamente ai bambini. Cita diversi passaggi del saggio di Tolkien e lo definisce: «Il maggior contributo alla materia che sia stato dato finora».
Lewis chiama all’appello anche Jung, aprendo così la strada ad un filone di interpretazione delle fiabe in chiave psicoanalitica che se da una parte ha avuto alcuni eccessi, dall’altra ha prodotto una pietra miliare nel lavoro di Bruno Bettelheim.
Gli argomenti in difesa delle fiabe sono per Lewis argomenti anche in difesa della letteratura in generale: «Questa difesa è sorella della mia visione delle fiabe e perfino della letteratura in generale».

Il brano è tratto da:
Cecilia Barella, Una fiaba per l’Inghilterra, in
AAVV, C’era una volta… Lo Hobbit. Alle origini del Signore degli anelli, ed. Marietti, 2012
 
 
Puoi leggere anche Un fantasy dimenticato firmato C.S. Lewis
 
 

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