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Scrivere delle fate, in Inghilterra

Pask_FairySe è vero che l’Inghilterra non ha un grande patrimonio di fiabe popolari in confronto ad altri paesi europei (Italia, Germania, Russia, Francia) è anche vero, però, che grazie all’isolamento (in quanto isola) ha conservato a lungo una ricca dote di folklore arcaico che ha potuto riversare nella propria letteratura. Shakespeare ne è un esempio lampante. E la storia della fate inglesi è emblematica di questo passaggio.
Per aggiungere un tassello a questa storia, è uscito in settimana il libro The Fairy Way of Writing: Shakespeare to Tolkien (Johns Hopkins University Press, Baltimore) di Kevin Pask, professore di inglese alla Concordia University (Montreal, Canada).

A dire la verità, Tolkien ce l’aveva un po’ con Shakespeare per il modo in cui aveva parlato di fate (soprattutto nel Sogno di una notte di mezza estate) ma con buona pace del professore questo non è il primo libro che nel titolo accosta i due autori, anche se poi all’interno ce ne sono molti altri.
Il fatto è che Tolkien il filologo su un punto aveva ragione: da Shakespeare in poi cambia l’immagine che l’Inghilterra ha delle fate. Il teatro di Shakespeare assorbe il folklore (contiene una quantità di allusioni che oggi il lettore comune non rileva ma che nel Rinascimento, sull’isola, erano ancora ovvie per chiunque), lo rimaneggia (Titania che adotta un bambino umano rimasto orfano non fa più paura quanto le fate dell’antichità che rapivano i bambini) ed è un autore talmente popolare e influente che da quel momento in poi le sue fate si confondono nella tradizione.
Già Sir Walter Scott aveva rilevato questo passaggio, che poi è stato studiato metodicamente da Latham nel 1930, e da Barber negli anni Cinquanta.
Il libro di Kevin Pask, quindi, si inserisce un filone di studi di cui diamo più avanti una breve bibliografia, trattando anche gli autori inglesi e non solo che hanno portato avanti l’immaginario delle fate.

La quarta di copertina:

In The Fairy Way of Writing, Kevin Pask seeks to explain the origins and popularity of enchantment in Shakespeare’s plays. Writers John Dryden and Joseph Addison originated the phrase “fairy way of writing” to define the concept of an English creative imagination founded on a synthesis of high literary culture and the popular culture of tales and superstitions. Beginning with Chaucer, Johnson, Dryden, and Milton, Pask argues that the fairy way of writing not only sets the stage for the fairy tale, the Gothic novel, and children’s literature but also informs genres beyond the English canon, including painting, twentieth-century fantasy fiction, and French fairy tales. In addition to English writers and visual artists such as Pope, Blake, and Keats, who were directly engaged with Shakespearean fantasy, Pask also examines fairy tales, letters, and paintings by the French writers Madame d’Aulnoy, Charles Perrault, Madame de Sevigne, and the Swiss-born artist Johann Heinrich Fussli (Fuseli). The Fairy Way of Writing alters the traditional sense of English literary history and of Shakespeare’s singular place in it, insisting on the importance of often-overlooked literary and visual works. It recovers a distinctive aspect of English literary culture from across the entire early modern era and beyond, one that has been studied in the context of individual periods and writers but is only now explored in relation to the history of European nationalism and the creation of the modern literary system.

 
Cecilia Barella
 

Bibliografia
– Kevin Pask, The Fairy Way of Writing: Shakespeare to Tolkien, Johns Hopkins University Press 2013
– C. L. Barber, Shakespeare’s Festive Comedy: A Study of Dramatic Form and Its Relation to Social Custom, Princeton University Press 1959
– Minor White Latham, The Elizabethan fairies: the fairies of folklore and the fairies of Shakespeare, Columbia University Press 1930
– Janet Brennan Croft (a cura di), Tolkien ad Shakespeare, essays on shared themes and language, McFarland and Company Publishers 2007
– Dimitra Fimi, Tolkien, Race and Cultural History. From Faeries to Hobbits, Palgrave Macmillan 2010
 
 

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