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Le favole degli alberi

Nell’italiano parlato si usano spesso indifferentemente le parole “fiaba” e “favola” Tuttavia c’è una distinzione: la fiaba è generalmente è una storia sotto molti aspetti inverosimile che implica elementi magici, mentre nella tradizione greco-latina, la favola è una breve storia di carattere morale che ha come protagonisti animali parlanti.
Nella tradizione del Medio Oriente, invece, la favola investe anche il regno vegetale. La Bibbia, ad esempio, contiene almeno due favole che hanno gli alberi quali protagonisti, ed è significativo che entrambe parlino della superbia in politica.

La prima è nota come “l’apologo di Iotam”, risale al 1100 a.C. circa ed è contenuta nel capitolo 9 del Libro dei Giudici, che descrive il ruolo che nella storia di Israele ebbero i Grandi Giudici, considerati eroi liberatori per il popolo ebraico, già stabilito nella Terra Promessa ma in una fase di transizione anteriore alla monarchia (prima che apparisse il re Davide).

Gedeone (soprannominato Ieurub-Baal) era uno dei sei grandi giudici di Israele, aveva liberato il popolo dai Madianiti. Il popolo gli aveva offerto quindi la regalità, ma egli l’aveva respinta, asserendo che solo Jahvè era e doveva essere re d’Israele. Alla sua morte lasciò 70 figli, da diverse mogli. Abimèlech, figlio di una concubina cananea di Sichem, massacrò in un sol giorno i 70 figli legittimi, suoi fratellastri, per ottenere la nomina regale dai Cananei di Sichem; all’eccidio era riuscito a sfuggire Iotam. Abimèlech divenne re ma dopo tre anni di regno dispotico, i Sichemiti gli si ribellano ed egli morì nell’assedio della città israelita di Tebes, ignominiosamente ucciso da una donna. Il brano biblico riportato di seguito si colloca nel momento in cui Iotam, salito sul monte Garizim (alto 881 metri) tenta di mettere in guardia i signori della sottostante città di Sichem contro il “colpo di stato” di Abimèlech.
Il consiglio degli alberi, in particolare, intende essere una parabola di Iotam sulla saggezza e sul potere. Gli alberi cui viene offerto il potere e che lo rifiutano hanno una precisa simbologia, rappresentano la prosperità d’Israele: l’ulivo, tipico del panorama mediterraneo, era la pianta benefica per eccellenza. Il fico era simbolo di prosperità e pace, tanto che quando non c’erano guerre, nella Bibbia si diceva che «ognuno viveva all’ombra del suo fico». Infine, la vite era quasi lo stemma di Israele. Il rovo, che accetta la designazione, era simbolo del disordine e della rovina – è utile notare che le tutte le altre piante descrivono il potere come un «agitarsi», come quello delle fronde scosse dal vento. Incoronare il rovo, pianta che prende fuoco facilmente, è un gesto poco saggio che comporterà sventura.

Si misero in cammino gli alberi
per ungere un re su di essi.
Dissero all’ulivo:
Regna su di noi.
Rispose loro l’ulivo:
Rinuncerò al mio olio,
grazie al quale
si onorano dei e uomini,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero gli alberi al fico:
Vieni tu, regna su di noi.
Rispose loro il fico:
Rinuncerò alla mia dolcezza
e al mio frutto squisito,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero gli alberi alla vite:
Vieni tu, regna su di noi.
Rispose loro la vite:
Rinuncerò al mio mosto
che allieta dei e uomini,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero tutti gli alberi al rovo:
Vieni tu, regna su di noi.
Rispose il rovo agli alberi:
Se in verità ungete
me re su di voi,
venite, rifugiatevi alla mia ombra;
se no, esca un fuoco dal rovo
e divori i cedri del Libano.

La seconda favola è contenuta nel Secondo Libro dei Re. E’ brevissima, come nella più antica tradizione favolistica, infatti è contenuta tutta nel ver-setto 9 del capitolo 14 (14,9).
La favola è una concisa ambasceria del re d’Israele al re di Giuda che aveva chiesto un’alleanza politica attraverso le nozze dei rispettivi figli.

Gioas, re d’Israele, inviò ad Amasia, re di Giuda, questa risposta: “Il cardo del Libano mandò a dire al cedro che si eleva sulle sue pendici: Dà la tua figlia per sposa a mio figlio. Ma le bestie selvagge, che vagano sul Libano, passando calpestarono il cardo.”

Cecilia Barella

Bibliografia
La Bibbia
– Christian Stocchi, Dizionario della favola antica, ed. Rizzoli 2012
. C. Barella, S. Simonelli, R. Arduini, La biblioteca di Bilbo. Percorsi di lettura tolkienaini nei libri per ragazzi, ed. Effatà
 
 

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