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Once Upon a Time

once_upon_a_timeUn sortilegio avvolge la cittadina di Storybrook, nel Maine, e gli abiranti non ricordano di essere i personaggi delle fiabe: Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Belle, il Grillo Parlante, Cenerentola, Hansel e Gretel… Tutti tranne il sindaco (la regina cattiva) e il signor Gold (Tremotino), che continuano a contendersi il potere, e un bambino in possesso di un libro di fiabe che sa come rompere l’incantesimo…
In questi giorni Rai4 sta trasmettendo le repliche di Once Upon a Time (C’era una volta), una serie americana già trasmessa un anno fa, nell’autunno 2012. Si tratta della attualizzazione di fiabe tradizionali e l’operazione è riuscita sorprendentemente bene, nonostante gli sceneggiatori, Adam Horowitz e Edward Kitsis, siano gli stessi della serie televisiva Lost.
La visione di Once Upon a Time a bambini e ragazzi è consigliata anche da maestre e docenti scolastici perché, se da una parte i bambini vi possono riconoscere la realtà circostante, dall’altra vi trovano anche lo spirito delle fiabe tradizionali che non viene tradito, quella morale, implicita o esplicita, che aiutava a orientarsi nei fatti della vita. Un risultato che invece non è stato raggiunto dalla gran parte di film basati su fiabe e fantasy prodotti negli ultimi anni per il grande e piccolo schermo.
Le fiabe, come il mito, sono soggette per loro natura alla riscrittura, rilettura e attualizzazione delle generazioni che si succedono, proprio perché sono costituite dal materiale di base della fantasia e dell’emozione degli uomini, che non cambia.
Le fiabe, insomma possono mantenere una morale, anche se Biancaneve, che qui si chiama (anche) Mary Margaret) porta i pantaloni e sveglia il suo principe caduto in coma – con buona pace della critica femminista che negli anni passati non ha reso un buon servizio alle fiabe.

I personaggi delle fiabe vivono tutti insieme a Storybrook, dove l’orologio della torre campanaria è fermo, e dove la vita di ciascuno è in qualche modo correlata a quella degli altri. Tuttavia, ciascuno dei 22 episodi della serie si focalizza su uno di loro, ovvero su una fiaba. Così, tra il presente e continui flash back nel passato fiabesco (in costume) ci viene rivelata la storia di due fratelli che oggi sono rimasti soli e devono essere affidati ai servizi sociali (erano Hansel e Gretel), quella dello psicologo della città, che era il grillo parlante, o di una giovane ragazza madre (Cenerentola), e così via. La storia che invece si snoda lentamente lungo tutta la serie è quella di Biancaneve e del suo principe.
Il messaggio che più spesso viene ripetuto è che il ricorso alla magia ha sempre un costo, che in genere consiste nella rinuncia alla propria libertà e al bene di qualcun altro. Al contrario, la vita riesce a procedere solo attraverso l’assunzione della propria responsabilità, certo non facile.

La serie non concede molto spazio agli effetti speciali, che sembrano minimi o nulli, e concentra l’attenzione dello spettatore più sul gioco delle parti dei personaggi e del loro doppio, e sull’incastro della trama tra passato e presente. Nello spettatore quindi prevale l’aspettativa e la curiosità rispetto al senso della vista. Ci troviamo, insomma, in una posizione simile a quella di chi ascolta una fiaba.
Gli attori non sono molto noti in Italia, tranne Robert Carlyle che interpreta Mr Gold/Tremotino, sicuramente il personaggio maschile di maggior rilievo nella serie.

La prima serie di Once Upon a Time è disponibile in DVD. In Italia non sono ancora arrivate la seconda e la terza serie, quindi non sappiamo se mantengono la promessa. Sappiamo che la seconda serie si ispira anche a fiabe non occidentali e a fiabe letterarie, attingendo in particolare da Peter Pan. La terza serie si basa su una rilettura di Alice nel paese delle meraviglie. Vedremo.

Cecilia Barella
 
 
P.S. E’ arrivata anche in Italia la seconda serie di Once Upon A Time e purtroppo sembra non mantenere nessuna delle buone caratteristiche della prima serie.
 
 

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