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New York, in mostra la storia dei libri per l’infanzia

The_ABC_of_itPerché i libri per l’infanzia contano (più di quanto si immagini) è il titolo e il senso della mostra allestita dalla New York Public Library, una delle maggiori biblioteche del Nord America. Iniziata il 21 giugno, la mostra si protrae fino al 23 marzo 2014, l’ingresso è gratuito.

La mostra mette in relazione la letteratura per bambini con la cultura popolare e la storia sociale, iniziando con la visione che i Puritani avevano dell’infanzia, poi i Romantici, fino agli educatori progressisti e oltre, e come ciascuno abbia impresso un nuovo stile al libro per i giovani lettori. La mostra illustra anche il modo in cui, nel corso delle epoche, i bambini sono entrati in possesso dei libri: come regali, presso le biblioteche pubbliche, e, nel caso dei fumetti, in segreto, quando gli adulti erano distratti.

La mostra raccoglie circa 250 pezzi conservati nella biblioteca, tra libri, lettere illustrazioni, dal 1600 ai giorni nostri.
Tra le sue collezioni, la biblioteca newyorkese possiede alcuni libri preziosi anche nell’ambito della letteratura per ragazzi. Inseriti in questo percorso espositivo, tali libri assumono anche un valore sociale oltre a quello, altissimo, che hanno in sé. In mostra, ad esempio:

– la copia di Alice’s Adventures in Wonderland che apparteneva proprio ad Alice Liddell, la bambina che ispirò Lewis Carroll
– una edizione illustrata delle favole di Esopo del 1666, sopravvissuta all’incendio di Londra
– una copia dei Racconti di Mamma Oca che apparteneva alla famiglia di Nathaniel Hawthorne e sulla quale lo scrittore segnò alcuni passaggi che riteneva paurosi per i bambini
– il manoscritto del Giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett
– l’ombrello con il manico a pappagallo di P. L. Travers, l’autrice di May Poppins
– la registrazione audio di E.B. White che legge brani del suo La tela di Carlotta
– i veri pupazzi di Winnie-Pooh
– acquarelli originali del celebre illustratore di fiabe Arthur Rackham

 
Il curatore della mostra, Leonard S. Marcus, spiega: I libri per l’infanzia sono le porte verso l’amore di una vita per l’arte e la letteratura. Ci danno gli eroi di cui abbiamo bisogno proprio quando ne abbiamo più bisogno: quando iniziamo la ricerca per scoprire chi e cosa siamo. Da un punto di vista storico, i libri per bambini ci indicano i sogni e le speranze di ciascuna generazione. Se si vuole sapere di cosa si preoccupa una società alfabetizzata, basta guardare quali libri ha dato ai suoi bambini e ragazzi.

Ad esempio, la mostra dedica una sezione ai libri pensati come strumenti per creare o mantenere una identità nazionale: dagli albi illustrati della Russia post rivoluzione, al manoscritto delle fiabe irlandesi con cui Jemes Stephens intendeva alzare un baluardo culturale contro il colonialismo britannico.
La copia più antica che si conosca (1727) del New-England Primer, il libro educativo dei Puritani americani per un secolo, con la sua visione dei bambini come esseri nati nel peccato, in contrasto con le poesie di William Blake Songs of Innocence (1798), illustrate dal poeta stesso, sulla innocenza naturale dell’infanzia.
Libri come Pippi Calzelunghe, Huckleberry Finn, Il diario di Anna Frank sono raccolti in una sezione dedicata ai libri controversi o addirittura censurati.

Tony Marx, presidente della biblioteca, aggiunge: Le storie che abbiamo letto da bambini hanno plasmato la nostra visione del mondo che ci circonda. La mostra intende illustrare proprio l’influenza che hanno avuto i libri della nostra infanzia.

 
The ABC of it: why children’s books matter
Data: 21 giugno 2013 – 23 marzo 2014
Indirizzo: Stephen A. Schwarzman Building, Fifth Avenue – 42nd Street
Ingresso gratuito

Orari e maggiori dettagli sul sito della New York Public Library
http://www.nypl.org/events/exhibitions/abc-it?hspace=216333

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1 commento

  1. […] notizia molto interessante… […]

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