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La Palermo di Santo Piazzese

Santo_PiazzeseTra “sicilitudine” e “appartenza mediterranea”. Tra questi universi si muove la scrittura di Santo Piazzese, scrittore palermitano doc ed esponente di quel movimento che è stato etichettato come il “giallo mediterraneo”, in cui sono inseriti molti autori, come Alicia Gimenez Bartlet, il greco Petros Markaris, il catalano Francisco Gonzales Ledesma e il francese Jean Claude Izzo. Senza dimenticare gli italianissimi Camilleri, Carofiglio e Carlotto.
Tutti scrittori che hanno in comune l’uso di quello che una volta veniva definito il romanzo di genere (il giallo o il noir) per parlare della propria città, delle sue contraddizioni, delle sue evoluzioni.
«Perché la letteratura dovrebbe sempre raccontare la realtà», dice Piazzese «Perché si cerca di distinguere quelli che io chiamo gli “autori di luce” da quelli “di ombra”, gli autori cioè dei Paesi dell’Europa settentrionale, esponenti del “noir scandinavo”, appunto».
Le caratteristiche sono molte: «Basta osservare cosa mangiano i protagonisti dei romanzi. Nel nord, si parla solo di hamburg e Big Mac, da noi ci sono addirittura differenti tipi di caponata». Il cibo occupa molte pagine degli scrittori mediterranei, contraddistingue momenti importanti dei protagonisti.
Piazzese rientra appieno in questo immaginario, la sua Palermo è una città viva, piena di mercati, di pesce, di pane, di caponate… Sì, perché è la città stessa ad essere al centro dell’attenzione, una città tanto diversa e contemporanea che non si vede nemmeno la mafia.
«Nei miei primi romanzi», spiega lo scrittore, «la mafia non c’è perché volevo prendere le distanze da Leonardo Sciascia: era un confronto troppo impegnativo. Ma non è vero che non ci sia, soltanto non è la protagonista».
«Del resto, oggi è veramente difficile vederla. La mafia è cambiata, è più dedita alla finanza e anche il pizzo ha ormai prezzi popolari, non più mille ma cento euro. Insomma, è una mafia “eco-solidale” che conviene agli stessi commercianti», scherza l’autore.
Proprio il legame stretto con Palermo, rende difficile a Piazzese la conclusione del suo quarto romanzo. «Lo sto scrivendo da tempo, ho la trama in testa da anni: si svolgerà a Palermo, ma con una trasferta in Bielorussia e uno spostamento lungo nella Piana degli Albanesi. Il commissario Spotorno sarà più giovane e si occuperà di un fatto di cronaca nera realmente accaduto 25 anni fa, da cui ho tratto spunto per l’avvio delle indagini». Il libro è difficile proprio per la lontanza dalla metropolis siciliana.

Roberto Arduini

Bibliografia
– S. Piazzese, G. Traina, S. Ferlita Palermo, i luoghi del noir. Conversazione con Santo Piazzase, ed. Kalos 2007
– Santo Piazzese, Trilogia di Palermo: I delitti di via Medina-Sidonia, La doppia vita di M. Laurent, Il soffio della valanga ed. Sellerio 2009

L’articolo è apparso originariamente su La Compagnia del Libro – TV2000 nel settembre 2009

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