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La poesia delle stagioni

angelo_branduardiNell’antichità, la musica, il teatro e soprattutto la poesia erano legati a determinate stagioni dell’anno. E ancora nel Rinascimento, la maggior parte delle opere di Shakespeare sono state scritte guardando il calendario, per le feste invernali e per quelle estive – popolari o di corte che fossero.

Oggi, una buona parte della produzione di Angelo Branduardi sembra legata alla stagionalità, e non possiamo non accennarne in prossimità della festa di San Giovanni (24 giugno) che Branduardi ha celebrato più volte con la sua musica. Di fatto è una festa molto importante nel calendario cristiano ma lo era anche in precedenza dato che trae origine dal solstizio d’estate.

Nel disco Futuro antico I, Branduardi ha interpretato una bellissima versione della ballata tradizionale inglese Scarborough Fair.

Sebbene sia stata stampata per la prima volta intorno al 1880, la ballata è molto più antica ed è una delle più studiate nel genere. Qui basta accennare che la prima versione è The Elfin Knight, già nota nel 1670, e così registrata nella principale raccolta e classificazione di ballate popolari inglesi, quella di Francis James Child alla fine dell’Ottocento.

Poi, il passaggio negli USA snaturò un pò Scarborough Fair. La ballata divenne nota al grande pubblico probabilmente con la versione di Simon e Garfunkel negli anni Sessanta, i quali adattarono il testo ad una tematica pacifista.

L’originale è una canzone d’amore in cui l’amato, con un tono malinconico e di rimpianto, chiede all’amata di superare alcune prove d’amore per superare il suo perdono. Come accade anche con le fiabe, le prime versioni sono piuttosto crude, stemperate nel tempo fino ad arrivare alla romantica Scarborough Fair. Nella versione di Angelo Branduardi scompare il tono di sfida e rimane solo un senso di rimpianto.

Non c’è traccia del legame tra Scarborough Fair e la festa di San Giovanni nel testo della ballata, né nella fiera della città di Scarborough, una delle più importanti dell’Inghilterra medievale (tanto che richiamava mercanti dalla scandinavia e dal Baltico) ma si svolgeva dal 15 agosto alla fine di settembre.

Il ritornello della ballata elenca quattro piante: prezzemolo, salvia, rosmarino, timo (in originale, parsley, sage, rosemary, thyme). Sono state fatte molte congetture al riguardo: dal significato medicamentoso (erano considerate disinfettanti e rinfrescanti durante la grande peste del 1665) al più probabile significato simbolico nel linguaggio amoroso – ad esempio il timo con un’ape posata era una figura ricorrente nel Medioevo. E’ certo che sono tutte piante estive. Nella sua versione, Angelo Branduardi sostituisce il rosmarino con la menta, per facilitare la musicalità del verso in italiano (che così suona: “salvia, menta, prezzemolo e timo”) ma si tratta ancora di una pianta aromatica estiva e, soprattutto, legata alla festa di San Giovanni Battista.

Alfredo Cattabiani, nel suo Florario dedica un intero capitolo alle erbe di San Giovanni, illustrando per ciascuna la lunga storia nella cultura popolare fatta di “miti, leggende, simboli e usanze curiose” e spiegando che la “Davanti alla basilica veniva allestito un mercato delle erbe dove si poteva trovare di tutto. Vi erano erbe di San Giovanni per ogni funzione. Questa virtù apotropaica corrisponde d’altronde alle loro proprietà medicinali perché sono stimolanti, aromatiche, antisettiche e corroboranti”.

Nel 2009, Branduardi ha dedicato il sesto disco della serie Futuro Antico alla musica romana del Rinascimento e primo Barocco (1500-1650) che celebrava la festa di San Giovanni. Roma, infatti, era la città in cui questo rito veniva officiato nel modo più solenne, la sera della vigilia, sulla piazza del Laterano, carico di religiosità popolare mista a vecchie credenze, echi dei festeggiamenti antichi romani per il solstizio d’estate. E sulla stessa piazza antistante la basilica, la notte di San Giovanni del 2009, Angelo Branduardi ha tenuto un concerto gratuito che ha riportato al pubblico romano la musica di una delle sue feste più sentite, come hanno fatto per secoli i poeti.

Cecilia Barella

 

Angelo Branduardi Futuro antico I  (Emi 1994)
Angelo Branduardi Futuro antico VI  (Lungomare 2009)
Alfredo Cattabiani Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante ed. Mondadori 1997, p. 747, euro 14,00
F.J. Child Ballate popolari d’Inghilterra e di Scozia (a cura di S. Baldi) ed. Sansoni 1983, p. 294

 

L’articolo è apparso originariamente su La Compagnia del Libro – TV2000 nel giugno 2011

 

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