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I ciliegi, bellezza e rivoluzione nella poesia giapponese

Cherry_Blossom_(Prunus) wikiIn primavera lo spettacolo della fioritura dei ciliegi (arbusti della famiglia prunus insieme a mandorli, peschi, susini) è una festa nazionale in Giappone. Migliaia di persone si recano nelle località del paese più note per il paesaggio rigoglioso di ciliegi. Non a caso, il ciliegio è certamente uno dei protagonisti della poesia giapponese e una icona della cultura giapponese stessa.
Ma non è sempre stato così, prima era il susino e il passaggio da una pianta all’altra ha rappresentato una rivoluzione culturale del paese. La bellezza estatica che la poesia giapponese emana è immediata anche per noi lettori occidentali, nonostante la distanza storica e geografica, ma la sua simbologia lo è un po’ meno e va spiegata.
Nel settimo secolo in Giappone si consolidò la poesia waka, composta di 31 sillabe (5-7-5-7-7), diffusa nell’ambiente di corte e influenzata dallo stile cinese. Il susino era una citazione floreale ricorrente.

Ho appena colto un ramo;
così le mie maniche profumano
del fiore di susino,
ma ecco che, forse da questa fragranza
ingannato, canta l’usignolo

(Anonimo)

La più importante raccolta di quell’epoca giunta fino a noi è il “Kokin waka shuu” voluta dall’imperatore nel 905.  Fu compilata da Ki no Tsurayuki (872-945), il poeta che segna il passaggio dalla predilezione per il susino al ciliegio. Il primo era coltivato come arbusto ornamentale, si trovava nei giardini e lungo le strade. Il ciliegio, invece, era una pianta spontanea, si trovava nei campi e aveva un ruolo nella cultura popollare giapponese, dato che era considerato la casa degli dei delle risaie. Le immagini di questo fiore assumono quindi un valore sociale: i poeti volevano dare valore alla cultura locale. Anche la lingua cambia perché la poesia, fino ad allora scritta in cinese, viene composta nella madre lingua giapponese.
Da un punto di vista lirico, il ciliegio in fiore rappresenta la bellezza e al tempo stesso la caducità della vita, come si legge in molte poesie di Basho, il maggiore autore di haiku, i tipici componimenti di 3 versi che in genere in occidente vengono identificati con la poesia giapponese.

ai piedi dell’albero
sulla zuppa e sul namasu
petali di ciliegio

cercar ciliegi
che meraviglia! Ogni giorno
cinque o sei leghe.

ah, questi fiori di ciliegio
hanno portato al pensiero
tante memorie indietro.

Basho (1644-1694)

Di seguito, pochi altri esempi tratti da una grande messe di bellissimi versi scritti nel Sei e Settecento.

i fiori di ciliegio
caduti: di nuovo il silenzio
sul tempio di Enjoji

Uejima Onitsura (1661-1738)

torno a vederli
e nella sera sono già frutti
i fiori di ciliegio

Yosa Buson (1715-1783)

fiori di ciliegio:
sparsi si posano sull’acqua
della risaia

Morikawa Kyoroku (1656-1715)

 

Cecilia Barella

 

Bibliografia
– Basho “Piccolo manoscritto nella bisaccia” ed. SE
– Basho “Poesie” ed. Sansoni
– “Haiku. Il fiore della poesia giapponese da Basho all’Ottocento” ed. Mondadori
– “Kokin waka shû. Raccolta di poesie giapponesi antiche e moderne” ed. Ariele

 

 

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