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Charlotte Brontë, un raro manoscritto

Il manoscritto della poesia giovanile di Charlotte Brontë “I’ve been wandering in the greenwoods” è stato acquistato all’asta per 92.450 sterline (più di 100 mila euro), esattamente il doppio del previsto. L’acquirente è sconosciuto, e al momento non sappiamo se il manoscritto scomparirà di nuovo in una collezione privata – proviene infatti dalla collezione di Roy Davids, storico e archivista.
Al di là dell’asta record, nelle ultime settimane il manoscritto ha fatto parlare molto di sé perché è uno dei pochissimi autografi di Charlotte (nota soprattutto per il suo romanzo Jane Eyre) ed ha rappresentato quindi una importante occasione di studio. Per la verità, la poesia era già nota ed era stata già pubblicata ma in alcune edizioni era stata erroneamente attribuita alla sorella Emily (l’autrice di Cime Tempestose).
Charlotte Brontë poem 1829
La poesia è chiaramente datata 14 dicembre 1829, quando Charlotte (1816-1855) aveva 13 anni. E’ firmata da Chrlotte e l’autenticità della calligrafia è stata certificata dalla Brontë Society. La poesia è scritta con caratteri minuscoli su un frammento di carta di 3 pollici per lato (circa 8 cm), derivante da una busta da lettere dato che sul retro si legge ancora parte dell’indirizzo.

I’ve been wandering in the greenwoods
And mid flowery smiling plains
I’ve been listening to the dark floods
To the thrushes thrilling strains

I have gathered the pale primrose
And the purple violet sweet
I’ve been where the Asphodel grows
And where lives the red deer fleet

I’ve been to the distant mountain,
To the silver singing rill
By the crystal murmering mountain,
And the shady verdant hill.

I’ve been where the poplar is springing
From the fair Inamelled ground
Where the nightingale is singing
With a solemn plaintive sound.

E’ noto che, da bambini, i figli del pastore Brontë (Charlotte, Emily, Anne e il fratello Branwell; Maria e Elizabeth erano morte nel 1825) scrivevano in casa un giornalino, imitando il celebre Blackwood’s Magazine di Edinburgo. Scrivevano sempre su fogli molto piccoli, probabilmente per rispamiare carta, dato il costo e dato il consumo che ne facevano, e anche per tenere gli adulti della famiglia (il padre e la zia che faceva le veci della madre morta precocemente) lontano dai loro giochi letterari.

Cecilia Barella
 
 
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La bliblioteca di casa Brontë
 
 

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1 commento

  1. Giuseppe Ierolli ha detto:

    Un piccolo refuso: 100 mila euro, non 100 milioni.

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