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L’Italia legge la Romania

Cartarescu_Nostalgia Negli ultimi tre anni sono stati tradotti in italiano molti autori rumeni, non solo i più noti e i classici (pubblicati in Romania dopo il 1989 quali Eliade e Cioran) ma anche i contemporanei della generazione nata dalla seconda metà degli anni Sessanta.
Si tratta di autori cresciuti sotto il regime ma che ne sono stati toccati solo marginalmente, sia come artisti sia come cittadini, perché nel 1989 non avevano ancora una vita autonoma o pubblica.
E’ una generazione ancora in bilico perché se da una parte vuole lasciarsi alle spalle il comunismo e sente di abitare un mondo globale, più aperto, dall’altra ha un atteggiamento ambivalente con l’epoca del regime, che non è così lontana, fa parte della storia delle loro famiglie, e viene identificata quasi nostalgicamente con la propria infanzia e adolescenza. Nei romanzi rumeni di oggi non mancano mai ricordi d’infanzia e di adolescenza, che emergono anche solo da accenni e particolari, ad esempio una marca di biscotti.
Naturalmente tra gli scrittori rumeni di oggi ci sono anche coloro che già pubblicavano prima del 1989. Su questo fronte il dibattito sembra ancora aperto perché la letteratura rumena durante il regime comunista è stata interpretata in diversi modi.
Gli scrittori dissidenti che si trovavano al di fuori dei confini ritenevano l’atteggiamento degli intellettuali residenti abbastanza rinunciatario. Diversamente, gli scrittori e i poeti rumeni che scrivevano durante il regime rivendicano oggi una sorta di “resistenza culturale” che ha permesso la continuità della vita intellettuale del paese. Di fatto viene a loro riconosciuto dalla gran parte dei lettori e dei critici (in Romania e all’estero) di avere mantenuto un livello artistico alto proprio perché se non facevano una dissidenza aperta potevano concentrarsi sulla qualità letteraria della loro produzione.
Tra questi autori, è stato ospite del Salone del Libro Mircea Cartarescu. In passato i soui libri hanno subito i tagli della censura. Infatti, anche se il regime di Ceausescu aveva ufficialmente abolito la struttura istituzionale preposta alla censura di regime, un libro passava al vaglio della censura ad ogni stadio del processo di pubblicazione, a cominciare dalla redazione. I libri venivano analizzati alla luce dell’ideologia e tutti i libri, di qualsiasi genere, subivano tagli perché ogni ufficio voleva dimostrare di avere compiuto il proprio dovere e la fedeltà al regime. La censura non riguardava certi temi o certi libri in particolare ma lavorava con liste di parole chiave (per esempio del contesto religioso, o amoroso) che cercava e filtrava in ogni pagina di qualsiasi testo, da quelli scientifici a quelli di cucina, oltre naturalmente a quelli di poesia e narrativa.
Oggi nella letteratura rumena ha maggior spazio la letteratura realista, naturalista, tuttavia viene vista ancora con un lieve sospetto nel paese. Per questo viene quasi automaticamente corretta dagli autori stessi con il tono dell’ironia e del grottesco, oppure con una visione molto soggettiva, a volte quasi onirica.

Cecilia Barella
Torino, Salone del libro 2012

I libri di Mircea Cartarescu tradotti in italiano
“Nostalgia” ed. Voland 2012
“Perché amiamo le donne” ed. Voland 2008
“Abbacinante. L’ala sinistra” ed. Voland 2007
“Travesti” ed. Voland 2000

 

L’articolo è apparso originariamente su “La Compagnia del Libro” – TV2000 nel maggio 2012

 

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