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L’isola che c’è: libri per ragazzi made in Engalnd

abcLa letteratura inglese per ragazzi ha una influenza che travalica i confini nazionali: chi non ha letto i classici dell’800 o i moderni romanzi della Rowling? In un volume ricco ed esauriente, i maggiori studiosi delle università italiane ne raccontano la storia e i temi. La pediatria non è una branca della medicina più semplice perché si occupa di bambini, e i pediatri non sono meno medici degli altri. Così lo studio della letteratura per ragazzi non è più facile perché si occupa dei giovani lettori, e agli studiosi non sono richieste meno competenze. Al contrario. Ha esordito così, con bonaria ironia, Peter Hunt, ospite alla Fiera del Libro per Ragazzi 2012. Il professore emerito dell’Università di Cardiff è uno dei maggiori studiosi di questa complessa materia, e la sua è stata la prima cattedra di Letteratura per l’infanzia nella storia delle università del Regno Unito. Peter Hunt ha scritto l’Introduzione e ha presentato a Bologna il libro “Dall’ABC a Harry Potter. Storia della letteratura inglese per l’infanzia e la gioventù” curato da Laura Tosi (Università Ca’ Foscari di Venezia) e Alessandra Petrina (Università di Padova) e pubblicato dalla BUP – Bononia University Press di Bologna.
La letteratura per ragazzi – ha continuato il professor Hunt – non solo rientra a pieno titolo nell’ambito della critica letteraria, ma coinvolge altre discipline e competenze quali la sociologia e la linguistica, e travalica generi letterari e confini nazionali. Ad esempio, pensiamo a quanti libri tra quelli che consideriamo i classici per ragazzi o successi degli ultimi anni (Harry Potter) sono stati scritti in inglese! Perciò questo prezioso volume interessa anche i lettori italiani, e non si rivolge esclusivamente agli specialisti, ma anche a chiunque continui a leggere libri per ragazzi o presunti tali (una delle domande sul retro di copertina è “Come mai la fantasy per bambini piace così tanto agli adulti?”).
La letteratura per ragazzi ha una storia più giovane rispetto alla letteratura in generale perché l’infanzia stessa è un concetto relativamente moderno, prima i bambini erano esseri umani che si attendeva diventassero (presto) adulti. Il genere letterario oggi considerato più “infantile”, le fiabe, non era in origine rivolto esclusivamente ai bambini, e le prime raccolte scritte (soprattutto quelle francesi del ‘700) erano un divertissement letterario per i salotti.
Una letteratura per i bambini in quanto tali, inizia in Inghilterra nel ‘600 puritano e con uno scopo educativo. Oggi, invece, capita che spesso gli adulti leggano i libri per ragazzi e, scrivono le curatrici, “Se gli adulti continuano a leggere e a interessarsi ai libri per bambini, vuol dire che la children’s literature ci regala un piacere estetico e un divertimento che vanno ben oltre l’età indicata sulle copertine dei libri”.
La struttura di questo libro, quindi, segue un criterio tanto cronologico quanto tematico, ovvero analizza autori, motivi rilevanti o sotteranei che attraversano i tre grandi periodi storici successivi: l’epoca puritana, l’epoca vittoriana e la modernità.
Sono intervenute all’appuntamento di Bologna, insieme a Maurizio Ascari (Università di Bologna). anche le altre autrici del libro: Mariangela Mosca Bonsignore (Università degli Studi di Torino), Francesca Orestano (Università degli Studi di Milano), Elena Paruolo (Università degli Studi di Salerno).
Cecilia Barella

“Dall’ABC a Harry Potter. Storia della letteratura inglese per l’infanzia e la gioventù” (a cura di Laura Tosi e Alessandra Petrina) ed. Bononia University Press 2011,
p. 443, euro 23,00

L’articolo è apparso originariamente su “La Compagnia del Libro” – TV2000 nel marzo 2012

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